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Melfi
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mwjqMelfi (mwjgmwjwAFI: [ˈmɛlfi]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]) è un mwmqcomune italiano di mwmg16 787 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwnwprovincia di Potenza in mwoaBasilicata.
Costituita da un centro storico di aspetto complessivamente medievale, fu la prima capitale della mwogdominazione normanna nel sud Italia e, nel periodo svevo, uno dei luoghi di residenza di mwowFederico II e della sua corte di vassalli scesi in Italia, dove il sovrano promulgò il codice legislativo del mwparegno di Sicilia, comunemente noto come mwpqCostituzioni di Melfi. In epoca aragonese, divenne feudo di mwpgAndrea Doria, insignito del titolo di mwpwprincipe di Melfi, che fu mantenuto dai suoi eredi fino al 2000. Successivamente, la città conobbe un inesorabile declino divenendo teatro di conflitti nel periodo del mwqabrigantaggio e luogo di confino per gli mwqqantifascisti.
Oggi la città è un importante centro industriale ed è sede di diverse mwqwimprese. Il polo di mwraSan Nicola di Melfi, sorto nei primi mwrqanni novanta, è particolarmente noto per uno stabilimento automobilistico della multinazionale mwrgStellantis, in passato del gruppo mwrwFIAT.
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Teatro
• Cinema
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Basket
• Ciclismo
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Melfi si colloca nell'estremo nord della Basilicata, alla base del mwtqMonte Vulture, vulcano inattivo dall'era protostorica, al confine con la mwtgPuglia (mwtwprovincia di Foggia) e la mwuaCampania (mwuqprovincia di Avellino), confine segnato dal fiume mwugOfanto. Il territorio comunale, prettamente collinare, si sviluppa su una superficie di mwuw206,25 km²,cite-ref-comuniitaliani-8-0[8] secondo comune per estensione nella provincia.
• mwwgClassificazione sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica),cite-ref-9[9] Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Da zona interna, che risente solo parzialmente dell'azione temperata del mare, e con altimetria di poco superiore ai 500 metri, Melfi si ritrova ad avere un clima temperato fresco, con piogge irregolari e presenti perlopiù nelle stagioni autunnale e invernale. Gli inverni sono relativamente rigidi con possibili nevicate. Le estati sono piuttosto calde con un clima secco. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a mwyg+5,6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di mwyw+23,6 °C.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
| Melfi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Melfi | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 8,8 | 9,9 | 12,5 | 16,4 | 20,9 | 26,2 | 29,5 | 30,0 | 25,4 | 19,2 | 14,6 | 11,1 | 9,9 | 16,6 | 28,6 | 19,7 | 18,7 |
| T. min. media ( °C ) | 2,4 | 2,7 | 4,4 | 7,2 | 10,6 | 14,5 | 16,9 | 17,2 | 14,5 | 10,5 | 7,0 | 4,7 | 3,3 | 7,4 | 16,2 | 10,7 | 9,4 |
| Precipitazioni ( mm ) | 92 | 81 | 76 | 72 | 55 | 43 | 32 | 31 | 55 | 82 | 98 | 94 | 267 | 203 | 106 | 235 | 811 |
• mwbwClassificazione climatica di Melfi:cite-ref-12[12]
• mwdgZona climatica D;
• mweaGradi giorno mweq1 841.
Origini del nome
Le origini del nome di Melfi deriverebbero dal piccolo fiume mwfaMelpes,cite-ref-sivo-p-257-13-0[13] citato dallo scrittore e naturalista latino mwgqPlinio il Vecchio, che a onor del vero lo colloca in prossimità di mwggCapo Palinuro, a sua volta distante centomila passi da mwgwReggio Calabria. In mwhaNaturalis historia si legge: «mwhq…promunturium Palinurum, a quo sinu recedente traiectus ad Columnam Regiam C m. p. - proximum autem flumen Melphes…».
Storia
Origini
La fondazione di Melfi (sebbene abitata da epoche remote) è di ignota datazione ed esistono vari pareri discordanti. mwiwGiovanni Pontano e mwjaLeandro Alberti sostennero che i fondatori fossero greci;cite-ref-14[14] il monaco longobardo mwkqErchemperto nelle sue opere attribuì la nascita di Melfi ad alcune famiglie dell'mwkgImpero romano,cite-ref-0-15-0[15] le quali avrebbero inizialmente deciso di trasferirsi nella mwlwBisanzio ricostruita da mwmaCostantino il Grande. Ma, a causa di un violento nubifragio nei pressi della mwmqSchiavonia, si sarebbero fermate a mwmgRagusa (mwmwCroazia), fondando un villaggio chiamato mwnaMalfi, oggi integrato come quartiere della città con il nome di Zaton. Da qui furono scacciate dai vicini abitanti di Ragusa, per cui sarebbero tornate sulle coste italiane dapprima a mwnqMolfetta e poi, insediandosi nell'area del Vulture, avrebbero fondato Melfi.cite-ref-16[16] Lo storico locale Gennaro Araneo afferma che un ricordo di tali eventi sarebbe rimasto nel lessico dialettale, secondo cui l’aggettivo rausèo (raguseo) indica effettivamente una persona infida e irriconoscentecite-ref-17[17]. Però, per sfuggire alle orde dei barbari e alle loro scorrerie, avrebbero continuato nel loro pellegrinaggio e fondato mwpgAmalfi (alcuni ritengono che dal nome di Melfi deriverebbe quello della città campana: mwpwa Melphis).cite-ref-18[18]
Più certa datazione riferisce la fondazione ai primi anni dell'XI secolo, ad opera del generale bizantino mwrqBasilio Boioannes (mwrgcatapano d'Italia dal 1017 al 1027), che la fortificò nel 1018, poiché non esistono prove documentali dell'esistenza della città in tempi precedenti.cite-ref-19[19] Né risulta, con le vicine mwswRapolla e mwtaVenosa, nell'elenco delle città daune nominate da mwtqPlinio il Vecchio nel 70 d.C. circa.
Dall'antichità ai Normanni
I primi centri abitati, situati nella frazione mwyaLeonessa, e resti di una mastodontica necropoli trovati in località Toppo d'Avuzzo a mwyqRapolla attestano che l'area del melfese era abitata sin dai tempi del mwygneolitico;cite-ref-sivo-p-257-13-1[13] mwzwDauni e mw0aLucani furono tra le prime civiltà a insediarsi nel suo territorio.cite-ref-sivo-p-257-13-2[13] In epoca romana, l'abitato era in secondo piano rispetto ad altre località limitrofe come mw1qVenusia (l'attuale mw1gVenosa),cite-ref-sivo-p-257-13-3[13] dato che quest'ultima, trovandosi, assieme a mw2wStrapellum (l'attuale mw3aRapolla), in un punto strategico della mw3qvia Appia, fu un importante centro di scambi commerciali.
Con la mw3wcaduta dell'Impero Romano, la zona, occupata dai mw4aBizantini e poi dai mw4qLongobardi, iniziò ad acquistare maggior importanza, ma fu con l'mw4gavvento dei Normanni che assunse un ruolo fondamentale. Nel 1042, mw4wGuglielmo Braccio di Ferro e gli altri membri della famiglia mw5qAltavilla ottennero dal mw5gduca longobardo mw5wGuaimario IV di Salerno il riconoscimento ufficiale della conquista della città, diventando in cambio suoi mw6avassalli, e partirono da Melfi per mettere sotto il proprio dominio l'intero mw6qmeridione d'Italia.cite-ref-21[21]
A Melfi, sede della mw7wcontea di Puglia, si tennero cinque mw8aconcili, organizzati da cinque diversi Pontefici tra il 1059 e il 1137. Nel I concilio del 1059, il mw8qpapa Niccolò II riconobbe i possedimenti conquistati dai mw8gNormanni e nominò mw8wRoberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria,cite-ref-22[22] che divenne vassallo della Chiesa. La città stava passando un momento fulgido della sua storia e in tale circostanza diventava la capitale del mw-aducato di Puglia e Calabria nel 1059.cite-ref-23[23]
Melfi, nonostante dovesse presto cedere il titolo di capitale a mw-gSalerno, continuò a essere un centro piuttosto importante dell'impero normanno. La città fu luogo di organizzazione di altri sinodi. Il mw-wpapa Alessandro II dal primo agosto 1067 presiedette il mwaqaconcilio di Melfi II; ricevette il principe longobardo di Salerno, mwaqeGisulfo II, e i fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero Altavilla. Nel corso del mwaqiconcilio di Melfi III, del 1089, il mwaqmpapa Urbano II indisse la mwaqqprima Crociata in mwaquTerra santa,cite-ref-24[24] poi mwaqoPasquale II nell'1101 convocò il mwaqsconcilio di Melfi IV e infine mwaqwInnocenzo II nel 1137 celebrò il mwaq0concilio di Melfi V, ultimo della serie.
Dagli Svevi agli Aragonesi
Ai Normanni si sostituirono gli mwarySvevi di mwarcFederico II, che portò Melfi e il suo castello a nuovi splendori.cite-ref-luciano-boschini-p-116-25-0[25] L'imperatore scelse la città come residenza estiva e qui (ma anche nelle località di mwarwLagopesole, mwar0Palazzo San Gervasio e, secondo alcune fonti, anche mwar4Monticchio)cite-ref-26[26]cite-ref-27[27] trascorse i suoi momenti di svago, dato che prediligeva le foreste del mwascMonte Vulture per praticare la mwasgfalconeria, il suo hobby preferito.
Il sovrano svevo promulgò dal mwasocastello le mwassCostituzioni di Melfi (o mwaswConstitutiones Augustales), codice unico di leggi per l'intero mwas0regno di Sicilia, opera fondamentale nella storia del diritto, le cui caratteristiche sono considerate "moderne" da molti storici.cite-ref-28[28] Agli Svevi succedettero gli mwatiAngioini, e per Melfi iniziò il declino, sebbene mwatmCarlo II d'Angiò fece ristrutturare e ampliare massicciamente il castello.cite-ref-luciano-boschini-p-116-25-1[25] Gli Angioini vennero spodestati dagli mwatgAragonesi, che divennero i nuovi dominatori di Melfi.
Poco più di due secoli dopo, quando Melfi era da tempo sotto il dominio spagnolo, l'esercito francese guidato da mwatoPietro Navarro e mwatsOdet de Foix causò uno degli avvenimenti più truculenti della storia della città. Infatti, tra il 22 e il 23 marzo 1528, avvenne il cosiddetto mwatwassedio di Melfi, passato alla storia come "La Pasqua di sangue", ove la città venne saccheggiata, bruciata e gran parte della popolazione venne sterminata, le cui cifre approssimate si aggirano tra le 3.000 e le oltre 4.000 persone uccisecite-ref-29[29]cite-ref-tommaso-pedio-p-84-30-0[30] L'offensiva francese venne sradicata dal re di Spagna mwauuCarlo V, che riconquistò Melfi nel 1531, ma la città, ormai ridotta in macerie, fu abbandonata per mesi. Con l'emissione di due editti da parte del sovrano, Melfi venne ripopolata da persone provenienti dagli abitati limitrofi e da una colonia di albanesi; inoltre fu conferita del titolo di "fedelissima" ed esentata dal pagamento dei tributi per 12 anni.cite-ref-31[31]
Dal Cinquecento a oggi
In un periodo tormentato dalla lotta fra angioini e aragonesi, interessante appare la descrizione delle terre fortificate e pronte a subire assedi, tra cui Melfi che:
«Tiene un grande castillo con nueve torres sobre la ciudad y ella està cercada de muro de piedra bueno y guerre con due turriones; es de grande importancia y qualidad [...]
»
Dal 1531 la città fu governata dalla famiglia dei mwavcDoria di mwavgGenova, sotto la sovranità delle dinastie reali spagnole degli mwavkAsburgo e dei mwavoBorbone; furono secoli di declino durante i quali avvennero varie insurrezioni sociali, come nel 1728 contro la mwavsgabella della farina e nel 1831 per la quotizzazione delle terre demaniali. Il 10 settembre 1656 si diffuse un focolaio di peste, che provocò oltre 500 morti in un semestre. Nel 1742, durante il regno di mwavwCarlo di Borbone, l'influente giurista mwav0Bernardo Tanucci, dopo la mwav4spedizione navale britannica contro Napoli di quell'anno, constatata la vulnerabiltà della città partenopea agli attacchi dal mare, propose invano di spostare la capitale del regno a Melfi.cite-ref-33[33]
Proclamata l'effimera mwawqRepubblica Napoletana (1799), a Melfi fu piantato l'mwawualbero della libertà e la città fu controllata dai mwawygiacobini fino all'arrivo dell'esercito mwawcsanfedista del cardinale mwawgRuffo, il 29 maggio dello stesso anno. Ruffo riuscì ad impedire il saccheggio della città, anche se numerosi prigionieri perirono nelle prigioni melfitane, non si conosce se per malattia o per maltrattamenti.cite-ref-34[34]
Un mwaw4violento terremoto distrusse buona parte dell'abitato nel 1851, uccidendo un gran numero di persone. Poco dopo l'mwaw8unità d'Italia, la città, coinvolta nel mwaxabrigantaggio, subì l'occupazione dell'armata di mwaxeCarmine Crocco nel mese di aprile 1861,cite-ref-35[35] ove si fecero notare i briganti Domenico "Malacarne" Zappella e Michele Schirò.cite-ref-36[36] Saccheggiata la città, Crocco destituì le autorità liberali e proclamò un governo in nome di mwaxoFrancesco II. L'occupazione della città destò preoccupazione da parte del regno italiano, tant'è che mwaxsGiuseppe Garibaldi citò il "governo provvisorio a Melfi" durante una discussione parlamentare.cite-ref-37[37] Più tardi la città fu teatro di condanne a morte per i briganti mwayaGiuseppe Schiavone, Giuseppe Petrelli e Aniello Rendina, giustiziati il 28 novembre 1864 dai bersaglieri mwayesabaudi.cite-ref-38[38]
Il 19 luglio 1868, la città diede i natali a mwaycFrancesco Saverio Nitti, presidente del consiglio e ministro, nonché uno dei maggiori fautori del mwaygmeridionalismo, assieme a mwaykGiustino Fortunato. In era mwayofascista, Melfi, come altri luoghi della Basilicata, fu terra di mwaysconfino e tra i personaggi costretti al soggiorno obbligato vi furono antifascisti come mwaywManlio Rossi-Doria, mway0Franco Venturi, mway4Ada Rossi, mway8Eugenio Colorni e sua moglie mwazaUrsula Hirschmann.
La città fu devastata dal mwaziterremoto del Vulture nel 1930, che rese Melfi il comune dell'area maggiormente danneggiatocite-ref-39[39] e subì forti flussi migratori verso il nord Italia e il nord Europa. Durante la mwazcseconda guerra mondiale fu bombardata dalle flotte alleate, per la precisione il 26 settembre mwazg1943, nel bombardamento ad opera del 12th NATBF e DAF, che colpì: mwazkBenevento, Melfi, mwazoFoggia, mwazsPomigliano d'Arco e mwazwSarno; nell'occasione si registrarono numerose vittime tra i civili.
Nel 1980 fu di nuovo gravemente colpita dal mwaz4terremoto dell'Irpinia che interessò gran parte del meridione.
Iniziò a vedere una certa ripresa agli albori degli anni novanta, con l'impianto degli stabilimenti mwaaaFIAT e mwaaeBarilla presso la zona industriale di mwaaiSan Nicola di Melfi.
Simboli
Blasonatura stemma
«Scudo di foggia sannitica con campo d'oro recante al centro Basilisco verde con lingua rossa sostenuto dalla vetta centrale di un monte di tre cime color verde con contorno nero, sormontato da corona con torri d'oro e circondato da due rami di alloro e di quercia legati in basso da un nastrino tricolore al centro.»
Blasonatura gonfalone
«Drappo "partito" di giallo e di verde, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello Stemma civico sormontato dall'iscrizione, convessa verso l'alto, pure in oro, "Città di Melfi".»
Blasonatura bandiera
«Drappo partito di giallo e di verde.
»
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Progettata da Noslo di Remerio, iniziò ad essere costruita nel 1076 per volere di mwac8Roberto il Guiscardo, sebbene altre fonti attestino la data d'inizio nel 1153, sotto l'ordine di mwadaGuglielmo I di Sicilia.cite-ref-42[42] Del suo passato normanno è rimasto ben poco per via dei terremoti e dei ripetuti restauri che hanno reso il suo attuale aspetto prettamente mwadubarocco, a eccezione del campanile, eretto nel 1153 per ordine di mwadyRuggero II, il quale conserva ancora uno stile romanico normanno. L'interno ha pianta a croce latina e tre navate, sormontate da un soffitto a cassettoni dorati e da una cupola di forma piramidale a otto faccecite-ref-43[43].
Chiesa di Sant'Antonio
La costruzione avvenne nel 1423 e i restauri dopo il 1851. Fu gravemente danneggiata dall'esercito di mwaeeOdet de Foix nel 1528, durante l'mwaeiassedio di Melfi e resistette ai terremoti del 1731 e del 1752, ma mwaemquello del 1851 la danneggiò seriamente. Dal XVII al XVIII secolo, la chiesa viene dedicata a Sant'Antonio. Di stile romanico e gotico, conserva affreschi dell'epoca, una statua lignea di Sant'Antonio con Bambino dipinto in oro e un dipinto di mwaeqCarlo Sellitto raffigurante mwaeuLe Anime del Purgatorio. Durante le opere di restauro furono scoperti due archi in stile gotico, ove sull'arco trionfale è scolpita la data di ricostruzione (1523), a seguito del sisma del XV secolo.
Chiesa di Sant'Anna e Santa Maria del Suffragio
Edificata nel 1934, la chiesa appartenente alla parrocchia Cattedrale è conosciuta come organizzatrice della processione del venerdì Santo, dove insieme alle immagini sacre della Madonna Addolorata e Gesù Morto, sfilano bambine vestite di nero con in mano i misteri della Passione di Gesù. Tale chiesa organizza anche la processione di Sant'Anna il 26 luglio.
Chiesa della Madonna del Carmelo (Carmine)
Un tempo era parte del Convento dei carmelitani, che occupava buona parte degli stabili circostanti. L'originaria porta in legno (oggi conservata nel Palazzo del Vescovado) presenta immagini che riassumono il tipico esempio della concezione medioevale della morte. La confraternita di questa chiesa (insieme a quella di S. Anna) cura i riti della settimana Santa con l'esecuzione di mesti canti riguardanti la tragedia del Golgota.
Chiesa di San Teodoro
La data di costruzione è ignota sebbene antica, si è a conoscenza solamente che nel 1040 fu elevata a parrocchia dal vescovo Monsignor Baldovino, fino all'anno 1988, quando l'allora vescovo Mons. Cozzi accorpò la chiesa alla Cattedrale. Nell'edificio era conservato un vasetto di legno che conteneva le reliquie di San Teodoro M., di San Sebastiano e Santa Petronilla ma, dopo il sisma del 1980, questa testimonianza è andata perduta. Vi si trova un crocifisso in legno di medie dimensioni e una statua della "Madonna Desolata".
Chiesa di San Lorenzo
Risalente al mwafi1120, a quel tempo appartenente all'Abbazia di Sant'Ippolito di mwafmMonticchio Laghi, è probabilmente l'edificio più antico di Melfi, e consiste in un battistero ottagonale affiancato da un campanile ammezzato.
Chiesa rupestre di Santa Margherita
• Interamente scavata nel tufo, risale al 1200. Fu scoperta da mwafgGian Battista Guarini.cite-ref-chieserupestri-44-0[44] Gli affreschi rappresentano soggetti come S. Margherita (sopra all'altare principale), l'arcangelo Michele, la Madonna con Bambino, S. Giovanni Battista e Cristo in Trono. Notevole una rappresentazione del motivo di mwaf0Federico II che si imbatte in tre scheletri, diffuso schema di mwaf4mwaf8memento mori. Tra gli affreschi appaiono tre figure laiche in tenuta da falconieri, che, per il critico napoletano Pasquale Capaldo, sono i componenti principali della famiglia imperiale sveva: mwagaFederico II, sua moglie mwageIsabella d'Inghilterra e il figlio dell'imperatore, mwagiCorrado IV.cite-ref-chieserupestri-44-1[44] La rappresentazione melfitana dell'mwagcincontro dei tre morti e dei tre vivi è particolarmente insigne, non solo per l'ipotesi che a raffigurare i vivi sia la famiglia imperiale, ma anche perché essa potrebbe essere la più antica raffigurazione pittorica del tema a noi giunta, primato conteso con l'affresco di identico soggetto iconografico conservato nel mwaggDuomo di Atri, pur con alcune varianti all'interno dello schema generale.cite-ref-45[45]
Altre chiese rupestri
• Chiesa rupestre della Madonna delle Spinelle: scoperta nel 1845 a seguito di una frana, ne resta solo la cappella terminale (resti della navata furono spianati negli anni settanta per creare un piazzale antistante) di pianta esagonale con sei semicolonne che sostengono un cornicione. In era medievale era una parte della Basilica di Santo Stefano, una costruzione paleocristiana con più navate e cappelle annesse. Secondo alcune leggende, in parte confermate, vi era un lungo cunicolo sotterraneo che collegava il complesso con il Castello. Fu luogo di varie riunioni e congressi e si sostiene che da questa struttura partirono i soldati normanni capeggiati da mwahqBoemondo per la mwahuprima Crociata in mwahyTerra santa.cite-ref-46[46]
• Chiesa rupestre di Santa Lucia: Situata in contrada Giaconelli, a metà strada tra Melfi e mwahwRapolla, è costituita da un solo ambiente con volta a botte. Gli affreschi della cripta, risalenti al XIII secolo e restaurati dal pittore prof. Tullio Brisi, presentano uno stile prettamente bizantino e illustrano le storie della santa. Inoltre vi è una raffigurazione della "Madonna con Bambino" seduta su trono mosaicato, tipica opera bizantina.
• Chiesa rupestre dello Spirito Santo: Interamente scavata nella roccia, si trova a circa 900 metri di altezza tra i boschi del mwah4Monte Vulture. Conserva una statua della madonna, che viene portata per le vie della città durante la festa della Pentecoste in memoria della battaglia tra francesi e spagnoli a Melfi.
Altre chiese
• Ex Chiesa di Santa Maria la Nova: Sul gentilizio "corso Garibaldi" fa bella presenza la facciata dell'ex chiesa di "Santa Maria la Nova", costruita intorno al mwaiyXII secolo, erroneamente attribuita al dominio dei mwaiclongobardi, perché nota anche come Santa Maria dei Lombardi, più probabilmente assunse questo nome quando il retrostante quartiere albanofono di Chiùcchiari vide l’insediamento di famiglie lombarde e in particolare bergamasche come i Donadoni e i Grigis. Fondata in piena età normanna, si trova lungo l’asse viario di nuovo insediamento mwaigextra moenia realizzato da mwaikRoberto il Guiscardo, oggi corso Garibaldi, in occasione della edificazione della nuova cattedrale e della estensione della cinta muraria nell’attuale configurazione. Conserva un bel portale ad arco ribassato caratterizzato da motivi geometrici e incisioni frastagliate a sbalzo. La pianta originariamente era a tre navate; le due laterali sono state separate e trasformate ad uso civile, mentre il campanile ha verosimilmente subito crolli ed è stato demolito.
• Chiesa di Santa Maria ad Nives: Fu costruita nel 1570 dall'albanese mwaisGiorgino Lapazzaia, giunto a Melfi nel 1534. Legata al rito mwaiwarbëreshë, in essa si celebrano due antiche tradizioni; quella dello Spirito Santo e quella delle mwai0panedduzze.
• Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore e Convento: Già sede dei Cappuccini, posizionata sulla collinetta Tabor. Fu costruita nel mwai8XIII secolo e all'inizio era una casa di noviziato per poi essere adibita, dal 1696, a studio teologico e filosofico.
Architetture civili
Piazze e Rioni
• piazza Duomo: chiamata anche Largo Marconi, è la zona in cui si trovano la mwajkCattedrale e il mwajoPalazzo del Vescovado (Melfi).
• piazza Umberto I: chiamata anche la piazza (mwajwla chiazz), rappresenta l'mwaj0agorà cittadina dall'XI secolo, epoca in cui era il fulcro del borgo medievale. I vicoli, i vicoletti e le gradinate della piazza conservano ancora rilievi, pozzi, portali e decorazioni in pietra. È una cavea per eccellenza da presentare come caso di studio.
• corso Garibaldi: chiamato anche strada del vescovado, dal 1500 è la principale arteria della città ed è luogo di vari palazzi gentilizi.
• rione Chiuchiari: venne fondato nel 1534 dagli immigrati albanesi capeggiati da Capitan Kiukieri (da cui proviene il nome). Fu da loro abbandonato nel 1597 per trasferirsi nella vicina mwakaBarile.
• via Vittorio Emanuele: altra arteria storica di Melfi, si contraddistingue per testimonianze storiche come il portale in pietra di mwakcRapolla (1527) e il portale appartenente all'ospedale gestito dalla comunità francescana, datato 1664.
• piazza Abele Mancini: detta anche piazza mercato, perché era il luogo fuori le mura dove si teneva anticamente il mercato. È stata oggetto di una riqualificazione ultimata nel mwakk2006. Presenta un percorso pedonale che unisce il borgo medievale al Municipio, ravvivato da una fontana con panche.
• rione Bagno: in passato noto come il borgo, è situato al di fuori della cinta muraria che circonda la città ed era sede delle attività produttive favorite dal passaggio del fiume Melpes.
Palazzi
• Palazzo della Corte: Costruito nel XVI secolo, l'edificio è stato per oltre un secolo la sede del municipio; attualmente ospita la proloco. Al suo interno vi è un busto di mwaliFederico II, donato alla città di Melfi dalla mwalmRepubblica Federale Tedesca. Nel 1922 il Comune di Melfi murò, nell'atrio del Palazzo Municipale, una lapide marmorea con la seguente epigrafe:
«IN QUESTA ANTICA CAPITALE DEL REAME DI PUGLIA / ILLUSTRE PER ARMI INDUSTRIA E FREQUENZA DI POPOLO / CARA A FEDERICO II DI SVEVIA / ITALIANO PER NASCITA GENIO ARDORE DI LOTTE / CHE NE RINNOVÒ I BALUARDI E LA CINTA / FURONO NEL MCCXXXI PROMULGATE LE COSTITUZIONI / PRIMO FONDAMENTO DELLO STATO LIBERALE / PROFETIZZATO POI DA DANTE / E PRIMI LINEAMENTI DEL DIRITTO DELLE GENTI / NEL SESTO CENTENARIO DEL DIVIN POETA / POPOLO E COMUNE CELEBRARONO LE LORO MEMORIE / IL TRIONFO DEL DIRITTO E IL PENSIERO DEL VATE / RICONGIUNGENDOLI IN UN SOLO RICORDO / E NEI NOMI DEI DUE GRANDI SPIRITI / UNITI GIÀ NEL POEMA NEL CONVIVIO E NEL VOLGARE ELOQUIO»
• Palazzo del Vescovado: In origine un edificio normanno dell'XI secolo, nel corso del tempo subì varie modifiche, a causa dei terremoti, fino a raggiungere uno stile mwalwbarocco nel Settecento. All'interno esiste una pinacoteca ove sono esposti dipinti di mwal0Francesco da Tolentino a Cristiano Danona. È sede del Museo Diocesano e della biblioteca vescovile, che conserva documenti e diverse mwal4cinquecentine.
• Palazzo Araneo: Presenta una facciata in stile rinascimentale, ma la parte restante della struttura è ritenuta risalente al Medioevo. Un tempo adibito a tribunale, si affaccia su un giardino pubblico nel quale sono collocati i busti in bronzo del sen. mwamaFloriano Del Zio e dell'on. mwameArduino Severini. Un tempo il palazzo era di proprietà della ricca famiglia Mandina.
• Palazzo Severini: Risale al XVI secolo e fu un convento dei mwammCarmelitani. Divenne poi proprietà di Decio Severini, scrittore e professore universitario presso gli atenei di mwamqPisa e mwamuRoma, nonché direttore generale delle irrigazioni in mwamyArgentina e progettista di grandi opere in mwamcItalia ed mwamgEgitto. Il palazzo, attualmente è sede di un'agenzia assicurativa.
• Palazzo Sibilla: Edificio eretto nell'mwam8XVI secolo, era la dimora natale del generale Ascanio Sibilla, decorato di medaglia al valor militare e benemerito per i soccorsi e gli aiuti umanitari ai mwanaterremotati di Messina, nonché sindaco di Melfi tra il 1952 e il 1956.
• Palazzo Donadoni: Edificio appartenuto alla famiglia omonima, originaria di mwaniBergamo. Geromino Donadoni, vissuto nella prima metà del XVI secolo, vi esercitò il potere di vicegovernatore. È sede del museo civico ed è luogo di diverse mostre culturali.
• Altri palazzi: Palazzo Mandini presenta una facciata in stile neoclassico, sotto la quale vi è un nucleo originario di epoca cinquecentesca; Palazzo Pierro, già convento dei mwanqSomaschi, appartenente al XVII secolo; Palazzo Pastore (mwanuXX secolo); Palazzo Tisbi (mwanyXV secolo); Palazzo Aquilecchia (XVI secolo); Palazzo Lospinoso-Severini (mwancXIX secolo).
Fontane
• Fontana del Bagno: Costruita nel 1928, era il lavatoio della città e fonte per le scorte idriche per le case sprovviste d'acqua corrente.
• Fontana del Bagnitello: In tempi passati fu un centro di ristoro per il viandante, per il pellegrino e per il contadino con i suoi animali, è stata ristrutturata nel mwaoa2003 con il contributo dell'associazione Lucani in Umbria.
• Fontana Acqua Santa: Edificata nel XX secolo, situata nella frazione Foggiano.
Architetture militari
Castello
Edificato dai mwaosnormanni, è uno dei più noti della mwaowBasilicata e uno dei castelli medievali più rappresentativi del meridione. mwao0Roberto il Guiscardo vi confinò la prima moglie mwao4Alberada, ripudiata per sposare mwao8Sichelgaita di Salerno. mwapaFederico II promulgò qui le mwapeCostituzioni di Melfi. Con l'avvento degli mwapiangioini il castello subì radicali restaurazioni e fu nominato nel 1284 residenza ufficiale della moglie di mwapmCarlo II d'Angiò, mwapqMaria d'Ungheria.cite-ref-47[47] Gli mwapkAragonesi affidarono il castello prima alla famiglia mwapoCaracciolo e poi al principe mwapsAndrea Doria, i cui discendenti lo mantennero fino al 1950.cite-ref-48[48]
Cinta muraria
Il centro storico di Melfi è interamente circondato da mwaqcmura turrite costruite per lo più dai Normanni che si estendono per oltre quattro chilometri.cite-ref-p-venosina-49-0[49] Il circuito segue l'orlo del pianoro su cui fu costruita la città, cinto da ogni parte da scoscendimenti, a tratti da veri e propri precipizi. L'opera costituisce un raro esempio di fortificazione nel sud Italia.cite-ref-50[50] Le fasi costruttive della cinta muraria appartengono al periodo mwarabizantino, mwarenormanno, mwarisvevo e mwarmaragonese. Gli ultimi ad apportare modifiche strutturali furono mwarqNiccolò Acciaiuoli nel trecento e Sergianni II Giovanni Caracciolo, 2º Duca di Melfi, nel quattrocento, a cui risale la sistemazione attuale, per difendere la città dalle artiglierie nemiche. Assedi e terremoti hanno reso necessari continui restauri e il sisma del 1930 ne ha seriamente compromesso la struttura.
Porte
• mwasiPorta Venosina:cite-ref-p-venosina-49-1[49] È una delle sei porte cittadine ubicate nella cinta muraria, sebbene tre di queste (Porta del Bagno, Porta Sant'Antolino e Porta Troiana), a causa di terremoti e saccheggi, non esistano più. Risalente all'epoca sveva, è l'unica ancora in buono stato e fu realizzata sull'antico tracciato verso mwascVenosa e la mwasgvia Appia. Alla destra dell'ingresso è osservabile lo stemma di Melfi e, a sinistra, quello dei Caracciolo che restaurarono le mura sul finire del Quattrocento. mwaskFederico II vi fece apporre una lapide che decantava la gloria e la grandezza della città,cite-ref-borghini-p-23-51-0[51] sostituita più tardi da Sergianni II Giovanni Caracciolo, 2º Duca di Melfi, con quella ancor oggi visibile, anche se illeggibile. L'arco ogivale è di origine sveva, mentre la torre cilindrica fu aggiunta nel Quattrocento da Caracciolo.
• mwas8Porta del Bagno: Chiamata anche Porta Bagni o Porta Balnea o Porta di Santa Mariacite-ref-0-15-1[15] era ubicata alla fine di via Nitti, poco prima dell’inizio di via Bagno, a ridosso dell’incrocio con Vico Pendino. Di questo accesso, che era quello principale non rimane nessuna testimonianza. La Porta Bagno è stata abbattuta senza chiari motivi nel 1851 dopo il terremoto seppure non avesse riportato danni. Era sormontata da una lapide con l’invocazione a San Michele Arcangelo per la difesa della città e delle sue mura.
• mwatsPorta Troiana: erroneamente attribuita a mwatwTroiano Caracciolo, 1º duca di Melfi nel secolo XV, in realtà era aperta sulla via di mwat0Troia, città mwat4bizantina fortificata dal catepano mwat8Basilio Boioannes insieme a Melfi nel 1018. Le due città erano le difese principali del lungo vallo che separava i territori imperiali da quelli dei mwauaLongobardi. Di questa opera si conserva solo il varco nelle mura e ruderi d gli adiacenti contrafforti, attualmente occupati da un traliccio elettrico e da una palazzina di case popolari realizzata dall’ex mwaueIACP, oggi ATER, per i quali sono in programma progetti di abbattimento.
• mwaumPorta Calcinaia: Era la porta più vicina al castello. Conduceva dalla zona artigianale, dove si produceva calce e argilla (da cui il nome), al centro storico e all'attuale Via Normanni, che tuttora porta al Castello. Originariamente era parallela alla cinta muraria, come risulta in tutte le illustrazioni preesistenti, tra cui i disegni di mwauqEdward Lear del 1847, l’incisione di Gio’ Pacichelli, la mappa del Canevaro dell’Archivio mwauuDoria, entrambe del secolo XVII e la tavola denominata Stato di Melfi nella quadreria Doria oggi nel castello, dopo il terremoto del 1851 fu ricostruita in maggiori dimensioni e in posizione trasversale. Caduta con il mwauyterremoto del 1930, nel marzo 2021 è stata ricostruita con un tentativo di analogia all’ultima versione nota, quella tardo ottocentesca, compresa la realizzazione di un grande portale a tutto sesto in pietra calcarea, non appartenente al tessuto lapideo vulcanico che caratterizza le mura medievali circostanti.
• mwaugPorta Sant'Antolino: Si trova al termine orientale dell'omonima strada, attualmente è presente ma mal conservata, dimenticata da tutti, è stata murata ma l'arco è ancora visibile, sebbene sia ricoperta di arbusti ed erbacce.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
• mwavkRomania: 209 (27,7%)
• mwavsUcraina: 107 (14,2%)
• mwav0Marocco: 102 (13,5%)
• mwav8Bangladesh: 58 (7,7%)
• mwaweTunisia: 43 (5,7%)
• mwawmAlbania: 37 (4,9%)
• mwawuGambia: 26 (3,4%)
Lingue e dialetti
La parlata locale, parte integrante dei mwawkdialetti italiani meridionali, con alcuni elementi greci e albanesi.cite-ref-dialetto-54-0[54] Similmente al francese, in genere la “e” finale di parola non accentata, è muta; la “u” in molte parole si pronuncia “iu” e in altri diversi casi con il dittongo inverso. Alcune parole hanno qualche similarità con la lingua transalpina esempi: sedia e nebbia corrispondono, rispettivamente, a mwaw4segge e mwaw8neglie in melfitano, mwaxasiège e mwaxeneige in francese, ma v. anche mwaxiseggio, mwaxmseggiola in italiano, in cui l'autoctona palatalizzazione /dj/ > /dӡ/ è del tutto normale, ed è da notare che la forma mwaxqneglie con /ʎʎ/ non può derivare dal francese mwaxuneige, con /ӡ/.cite-ref-dialetto-54-1[54] Sono avvertibili anche altri tratti linguistici, come la consonante “b” che in genere si trasforma in “v” e altre volte nella labiale sorda “p”, ritenuto erroneamente un lascito spagnolo: in spagnolo, infatti, /b/ non diventa mai /v/, visto che l'esito storico dei fonemi /b/ e /v/ è un unico fonema /b/; inoltre la desonorizzazione /b/ > /p/ è sconosciuta allo spagnolo.cite-ref-dialetto-54-2[54] La parola mwax4abbuscà ("guadagnare" oppure "essere picchiati", a seconda del contesto della frase) deriva dallo spagnolo mwax8buscar, come anche l'italiano mwayabuscare. Il dialetto rivela anche il modello sociale tradizionale: per esempio, per chiedere "come ti chiami?" si usa la forma dialettale “a chi appartìn?" (a chi appartieni).
Di seguito alcuni detti melfitanicite-ref-dialetto-54-3[54]
• mwaygDammə ru panə va a Laviddə; vinnətə ru panə e accattətə lu curtiddə (portati questa panella a Lavello, comprati un coltello una volta venduto il pane).
• mwayoNu mazzə de pətrəsinə so furnùtə stamatinə, stu pənzirə ca tine ‘ngapə tu guagliò te l’(h)aia fà passà (stamattina al mercato ho venduto un mazzo di prezzemolo, queste strane idee che hai in testa, ragazzo te le devi far passare).
• mwaywQuannə màmmətə dormə tu pigliə e minətə forə, cə dicimmə dojə paròlə e cumənzàmə a fà l'ammorə (attendiamo che tua madre s'addormenti, poi te ne esci di casa ci mettiamo a chiacchierare e cominciamo a far l'amore).
• mway4A te non vole màmmeta, a me non vole zie, se ciamma piglià nuie adda ess destine di Die (da parte tua, tua madre non vuole, da parte mia ci sono le zie, se proprio ci dobbiamo unire deve essere Dio a volerlo).
• mwazaMazz e panell fann i fegl bell, panell senza mazz fann i fegl a cap d mazz (punizioni e nutrimento rendono i figli belli, pane e impunità li rendono testoni)
• mwaziA lava' la cap au cioccj pird timp, acqua e sapon (a lavare la testa all'asino perdi tempo, acqua e sapone)
• I cioccj fanne lite e i barili se sfascen (gli asini fanno lite e ci rimettono i barili)
Istituzioni, enti e associazioni
Religione
La città fa parte della mwazsdiocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, suffraganea dell'mwazwarcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. La diocesi (a quel tempo solo di Melfi) fu fondata nell'XI secolo,cite-ref-55[55] con il nome di mwa0eDioecesis Melphiensis, ad opera di mwa0ipapa Niccolò II che la rese direttamente soggetta alla mwa0mSanta Sede. Fu presieduta da vari vescovi come mwa0qFrancesco Monaldeschi, mwa0uAlessandro da Sant'Elpidio e Juan de Borja Llançol de Romaní. Nel 1528, mwa0yClemente VII unì la diocesi di Melfi con quella di mwa0cRapolla e secoli dopo, il 30 settembre 1986, si aggiunse anche quella di mwa0gVenosa,cite-ref-56[56] formandone l'attuale comunità religiosa, al giorno d'oggi retta dal vescovo Mons. mwa00Ciro Fanelli.
Tradizioni e folclore
Ancora nel ventunesimo secolo vive nel folclore melfitano la leggenda della eroica quanto vana impresa di Giovan Battista Cerone (detto Ronca Battista), un boscaiolo che mostrò grande eroismo in battaglia durante lo scontro tra i francesi e gli spagnoli nel cinquecento. Si narra che Ronca Battistacite-ref-57[57], aver aiutato una donna anziana, ricevette da lei un potere magico alla sua mwa1kroncola.cite-ref-tommaso-pedio-p-84-30-1[30] Durante il conflitto tra francesi e spagnoli, Ronca Battista affrontò da solo le truppe francesi che tentarono di introdursi nella città.cite-ref-58[58] Il boscaiolo riuscì da solo a tener testa agli invasori, uccidendo oltre 300 francesi, prima di perdere la vita.cite-ref-59[59] Gli invasori attuarono una feroce rappresaglia, ove neanche bambini e anziani furono risparmiati.cite-ref-tommaso-pedio-p-84-30-2[30]
Cultura
Centri culturali
Il centro culturale Francesco Saverio Nitti: ubicato in vico San Pietro, adiacente alla casa natale di mwa24Francesco Saverio Nitti, è sede della omonima fondazione, costituita fra la mwa28Regione Basilicata, la mwa3aProvincia di Potenza, il Comune di Melfi, il Comune di mwa3eMaratea, l'associazione non riconosciuta Francesco Saverio Nitti e l'mwa3iUniversità degli Studi della Basilicata. Vi si svolgono convegni sulle politiche economiche e sociali, corsi di alta formazione e si promuovono borse di studio.cite-ref-60[60]
Biblioteche
La città è dotata di un sistema bibliotecario, presso il centro Nitti, composto dalle raccolte di diversi enti proprietari:
• biblioteca Gian Paolo Nitti: con un patrimonio di mwa3s9 000 volumi, che registra oltre cinquemila presenze e più di mwa3w25 000 prestiti l'anno;
• biblioteca comunale Carolina Rispoli: con oltre diecimila volumi e giornali di inizio Novecento, in parte donati alla città dagli eredi della scrittrice;
• collezione libraria di mwa38Sandro Pertini, composta da mwa4a2 000 libri;
• biblioteca dell'mwa4iUnione nazionale per la lotta contro l'analfabetismo (UNLA), circa un migliaio di testi.
• biblioteca vescovile, collocata nel mwa4qPalazzo del Vescovado (Melfi), che conserva, fra gli altri libri, diverse mwa4ucinquecentine.
Scuole
• Istituto di Istruzione Superiore "Federico II di Svevia": fondato nel 1948, è stato il primo liceo scientifico in Basilicata. Dal 2011 il liceo comprende le sezioni: linguistico, classico e delle scienze applicate e, a seguito della mwa4sriforma Gelmini, l'istituto ha inglobato anche il liceo artistico M. Festa Campanile. Al 2018 gli alunni iscritti ai 5 corsi di studio sono circa 700 in totale.cite-ref-liceomelfi-61-0[61]
• Istituto di istruzione Superiore "Guglielmo Gasparrini": fondato nel 1882.cite-ref-gasparrinimelfi-62-0[62] Comprende le sezioni: ragioneria, geometra, alberghiero.
• Istituto di Istruzione Superiore "Ten. Remo Righetti". Comprende le sezioni: Biotecnologie Sanitarie, Elettrotecnica e Meccanica con annesso istituto professionale di stato (sezione: manutenzione e assistenza tecnica).
Musei
• Museo archeologico: il museo nazionale del Melfese conserva varie testimonianze archeologiche rinvenute nel comprensorio del mwa54Vulture, riguardanti le popolazioni indigene della preistoria e dei periodi dauno, sannita, romano, bizantino e normanno. Da non dimenticare la presenza nella torre, vicino all'ingresso, del cosiddetto mwa58mwa6aSarcofago di Rapolla, monumento originario dell'mwa6eAsia Minore rinvenuto nel 1856 e datato II secolo d.C., con figure inserite in una struttura architettonica ai lati e con il ritratto della defunta sul coperchio. Un'argomentata ipotesi è che il monumento, oggetto di studi archeologici internazionali, possa essere appartenuto ad una esponente della mwa6igens Brutia. Gruppo familiare di origini lucane, asceso a grande potenza in età imperiale e molto legato alla mwa6mdinastia degli Antonini, al punto che mwa6qBruzia Crispina sposerà l'imperatore mwa6uCommodo.cite-ref-63[63]
• Museo civico: il museo civico, situato nel palazzo Donadoni, il quale ospita anche diverse mostre artistiche come fotografie, sculture e opere pittoriche.
• Museo diocesano: presso il palazzo del Vescovado si possono visitare il museo, la pinacoteca e i giardini. Sono esposti arredi sacri, argenti e dipinti delle chiese della diocesi, dei secoli XVII, XVIII e XIX.
Media
Radio
Teatro
Il teatro Ruggero II deve il suo nome al sovrano normanno mwa7sRuggero II di Sicilia ed è situato in via Vittorio Emanuele II (un tempo denominata "Rua Grande"). I lavori di costruzione iniziarono il 1º aprile 1856,cite-ref-65[65] sui ruderi di una casa popolare e, negli ultimi anni, sono stati effettuati massicci restauri. La struttura offre varie stagioni teatrali, convegni politici e iniziative socio-culturali.
Cinema
Melfi è stata scelta come ambientazione dei seguenti film e miniserie televisive:
• mwa-gVultour, Le tracce del sacro-territorio e identità di mwa-kFulvio Wetzl (mwa-o2008)cite-ref-70[70]
• mwbbmmwbbqMoschettieri del re - La penultima missione di mwbbuGiovanni Veronesi (mwbby2018)cite-ref-75[75]
Musica
È degna di menzione l'"Associazione Musicale Città di Melfi", la banda musicale che sotto altri nomi e altre direzioni artistiche operò a Melfi già alla fine dell'Ottocento e che attualmente è sempre presente nelle manifestazioni: civili, religiose, patriottiche, folcloristiche e sociali della città.cite-ref-76[76]
Cucina
La cucina melfitana ha fatto virtù della passata ristretta disponibilità di prodotti agroalimentari, a causa delle tipologie di coltivazioni collinari e dei climi temperati freddi. Le ricette si possono senz'altro considerare parte della cosiddetta dieta mediterranea e cucina popolare. Il consumo di carne e pesce è piuttosto moderato. La mwbcqmaccuarnàr, nome dialettale della mwbcumaccaronara, è il piatto per eccellenza di Melfi,cite-ref-77[77] fatto con un tipo di pasta fresca preparata con un mattarello in metallo con lame affilate che consente di ottenere maccheroni con una tipica sezione quadrata. Si condisce con sugo di coniglio o maiale. Un altro primo piatto tipico sono mwbcolagane e noci, un formato di pasta simile alle mwbcstagliatelle ma più corto e largo con l'aggiunta di pomodoro e peperoncino.cite-ref-upmelfi-78-0[78]
Tra gli altri piatti vi sono il mwbdemwbdipancotto, che nella versione locale viene preparato con aglio, rape e mwbdmpeperoni cruschi; le mwbdqcicerchie con crostini di pane e cipolla; e mwbduu' cunzaridd, contorno a base di pomodori gialli, peperoni cruschi, acciughe e sponsali. Dolci tradizionali melfitani sono i mwbdycalzoncelli, localmente detti mwbdccauzuncidd, piccoli ravioli cotti al forno, preparati con una sfoglia di farina di grano duro, uova, olio ed, in alcune versioni, vino bianco. Ingredienti per il ripieno sono ceci, castagne, mandorle e cioccolato fondente e possono essere accompagnati con del mwbdgvincotto.cite-ref-upmelfi-78-1[78] I calzoncelli sono riconosciuti come prodotto mwbd0PAT.cite-ref-79[79]
Eventi
• mwbeuScaricavascio: manifestazione in onore di Sant'Antonio, scomparsa negli anni venti del novecento, in cui ragazzi di età compresa dai 15 ai 30 anni costituivano piramidi umane.
• Corteo Storico Federiciano: nato nel 1997, è un evento che si tiene nell'ultima settimana di ottobre e rappresenta le attività più importanti svolte da mwbecFederico II a Melfi. Si celebra nei giorni di venerdì, sabato e domenica dell'ultima settimana di ottobre e si assiste al raduno dei falconieri di tutta mwbegEuropa, gara di caccia con i falconi, danze e musiche medievali per le vie principali della città, il corteo dell'imperatore mwbekFederico II e dei suoi sudditi, la cerimonia di investitura di un cavaliere secondo il diritto normanno e il torneo medievale degli antichi casati di Melfi.
• Festa dello Spirito Santo:cite-ref-vulture-it-80-0[80] conosciuta anche come la "Pasqua di Sangue", ricorda il giorno della Pentecoste, quando ci fu l'mwbe8assedio di Melfi da parte dei francesi nel marzo 1528 e il ritorno degli abitanti in città dopo il saccheggio con pellegrinaggio sul mwbfaMonte Vulture, sfilata del corteo storico per le vie della città e spettacoli di sbandieratori e cavalieri in costume.
• Rally Puglia & Lucania: gara automobilistica su terra originalmente denominata Rally del Vulture che parte da Melfi e coinvolge altri comuni come mwbfiAtella, mwbfmBella, mwbfqRapone, mwbfuRionero, mwbfyRuvo del Monte, mwbfcSan Fele e città di altre regioni come mwbfgLacedonia (mwbfkprovincia di Avellino) e mwbfoRocchetta Sant'Antonio (mwbfsprovincia di Foggia). Costituisce oggi il più importante evento sportivo della Basilicata avendo validità per il Campionato Italiano ed Europeo Cross Country Rally riservato ai Fuoristrada e per il Trofeo Rally Terra riservato alle vetture da corsa.
• Coppa d'Autunno: rievocazione storica della gara auto-motociclistica organizzata per la prima volta nel 1949 dall'Ing. Michele Pastore (1ª gara organizzata in Basilicata da Lucani), giunta nel 2023 alla XIX EDIZIONE che si terrà il 16-17 settembre sulle strade del Vulture-Melfese-Alto Bradano. La gara è stata recuperata, per la specialità Regolarità per Autostoriche, dalla A.S.D. Team Coppa d'Autunno - Melfi, raccogliendo un suggerimento del Dirigente ACI Sport M. W. Oliva ed in collaborazione con l'Automobile Club di Potenza, nel 2012 con la IX Edizione.
• Festa delle Pannedduzze: celebrata l'8 dicembre, consiste nella distribuzione del tipico mwbf4pane azzimo di origine albanese. Tutto ciò risale al momento dopo l'mwbf8eccidio francese del 1528, quando la cittadina venne ripopolata da vari individui, tra cui una colonia di albanesi venuta a Melfi per un editto dell'imperatore mwbgaCarlo V. La colonia introdusse questi piccoli pani azzimi, distribuiti durante la messa.
Geografia antropica
Suddivisioni storiche
Il centro storico
La città di Melfi si è sviluppata inizialmente sulla collina alla cui sommità svetta il castello. Il primo impianto urbano sorgeva nella zona nord ovest, in mariera radiale rispetto alla Piazza della Corte (oggi Piazza Umberto I). All'antico borgo medievale, che aveva come limite ad est la Cattedrale di Santa Maria dell'Assunta e la strada che la collega alla Porta Venosina (attuale via Garibaldi), si sono aggiunti nuovi nuclei legati a livello economico, sociale e religioso con il borgo primitivo. La loro nascita si è resa necessaria per l'incremento demografico e per le ricostruzioni post terremoto, come nel 1851 e 1930.
• Borgo medievale, è l'area a forma di trapezio compresa tra San Lorenzo (probabilmente la più antica chiesa della città), il Castello, la Cattedrale, la Porta Venosina.
• Chiuchiari: rione a sud-est rispetto alla Cattedrale, abitato nel XVI secolo da popolazioni albanesi immigrate, guidate dal Capitan Kiukieri, da cui il nome del rione.
• Rioni San Michele e San Martino: sorti nel secolo XIX, fuori le mura, nel versante di Porta Calcinaia e Porta Bagno, nella zona tra il vallone Capigrassi ed il monte Tabor (o collina dei Cappuccini); ebbero gravi danni al terremoto del 1930 al punto da sconsigliarne la ricostruzione, lasciando due ampi spazi aperti: l'allora Largo Abele Mancini (o piazza mercato), e l'area che fu utilizzata come Campo Sportivo, oggi Piazza Festa Campanile.
• Casette: all'estremo oriente della collina, è un rione molto ordinato con pianta a scacchiera, edificato in seguito al sisma del 1930, con case antisismiche monoplanari in muratura portante.
Quartieri moderni
A partire da metà degli anni cinquanta è cominciata l'espansione edilizia della città, ovviamente fuori le mura, avendo esaurito gli ultimi spazi della collina con la costruzione del rione mwbheCase Nuove, a sud-est, nei pressi del vecchio carcere. La città necessariamente iniziava a mutare la sua pianta, da radiale e lineare.
• Stazione: si intende tutto l'edificato tra Piazza Abele Mancini e la stazione ferroviaria, lungo la via Gabriele D'Annunzio e via Santa Sofia, risale agli anni sessanta.
• Cappuccini, tutta la zona a monte di via Santa Sofia (o via vecchia), è stato costruito negli anni settanta e ottanta.
• Valleverde: con il rione Stazione ha segnato il primo sviluppo urbanistico lineare della città; si è sviluppata sin dagli anni sessanta, a monte della Strada Statale per Foggia; è il quartiere più esteso e più popoloso della città.
• Contrada Incoronata e Contrada Bicocca: espansione del XXI secolo, al di là della linea ferroviaria, lungo la Via Monteverde, a nord-ovest del borgo medievale, sulla linea d'aria più breve verso il fiume Ofanto; presentano palazzine condominiali insieme a villette a schiera, e una zona commerciale della grande distribuzione organizzata; è abitata da una popolazione di età media più giovane rispetto alle altre parti della città.
Frazioni
Economia
Agricoltura
Le colture principali sono il grano duro (coltivato prevalentemente nella parte di territorio pianeggiante del comune detta Basso Melfese) e vi è una cospicua presenza di vigneti, oliveti ed estesi boschi di castagni alle falde del vulcano spento mwbiyMonte Vulture. Dai vigneti deriva l'apprezzato mwbicAglianico del Vulture mwbigDOC, uno dei più grandi vini rossi d'Italia.cite-ref-81[81] La zona di produzione di questo vitigno comprende, oltre Melfi, i comuni di mwbi0Rionero in Vulture, mwbi4Barile, mwbi8Rapolla, mwbjaAtella, mwbjeRipacandida, mwbjiGinestra, mwbjmMaschito, mwbjqForenza, mwbjuAcerenza, mwbjyVenosa, mwbjcLavello, mwbjgPalazzo San Gervasio, mwbjkBanzi, mwbjoGenzano di Lucania. Importante anche la coltivazione dell'olivo, ove viene prodotto l'mwbjsolio d'oliva del "Vulture", che ha ricevuto il marchio mwbjwDOP.
Anche questo prodotto non si limita alla sola zona di Melfi, ma si estende ad altri comuni del Vulture come mwbj4Barile, mwbj8Rionero, mwbkaRapolla, mwbkeAtella e mwbkiRipacandida. Tuttavia, il prodotto che Melfi vanta maggiormente è il "marroncino",cite-ref-corrado-barberis-p-152-82-0[82] un tipo di castagna precoce a forma tondeggiante per lo più simmetrica, dalla buccia di color marrone lucido con evidenti striature e dalla polpa croccante. Il marroncino è parte integrante della tradizione culinaria melfitana, facendo da base a varie ricette dolci e salate, ed è molto ricercato dalle industrie della preparazione del mwbkcmarron glacé.cite-ref-corrado-barberis-p-152-82-1[82]
Industria
Il settore secondario, carente fino agli inizi degli anni novanta, ha subìto un certo impulso nella frazione mwbk8San Nicola, che ha reso Melfi uno dei centri industriali più rilevanti della regione. In quel luogo è stata realizzata la mwblaSATA, un grande polo industriale, dove tra installazioni medio piccole è stata costruita tra il 1991 e il 1993 una delle più importanti fabbriche di auto mwbleFIAT.
Lo stabilimento ha contribuito alla ripresa produttiva della FIAT a metà degli anni novanta e alla crescita delle sue quote di mercato in Europa.cite-ref-corrado-barberis-p-152-82-2[82] L'area industriale è nota per la produzione della mwblcGrande Punto e, tra le altre vetture prodotte, la mwblgGrande Punto Abarth e la mwblkLancia Y. Nel mwblo2010 la FIAT di Melfi raggiunse il traguardo dei cinque milioni di vetture prodotte. Nel 2014 vi nascono due crossover, la mwblsJeep Renegade e la mwblwFiat 500X. Oggi l'impianto è controllato dalla multinazionale olandese mwbl0Stellantis.
Altro importante impianto produttivo presente nella frazione è quello della mwbl8Barilla, sorto nel 1994, dotato di una superficie di oltre mwbma51000 m² e con 350 unità lavorative, il cui investimento ammontò a 156 miliardi di lire.cite-ref-83[83] Lo stabilimento realizza i tre prodotti alimentari della linea mwbmuMulino Bianco: fette biscottate, biscotti e merendine. Melfi ospita anche la sede dell'azienda di acque minerali mwbmyGaudianello, originariamente fondata a mwbmcRionero in Vulture, ove però viene effettuata l'estrazione (assieme alla frazione mwbmgMonticchio). La Gaudianello è tra le prime 10 aziende nazionali del settore e al 4º posto in Italia nel comparto delle acque effervescenti naturali.cite-ref-84[84]
Turismo
Il turismo rappresenta una discreta fonte di reddito, in lento incremento, ma che conserva un grande potenziale. I visitatori preferiscono soggiorni piuttosto brevi mentre sono in transito verso altre destinazioni. A questi si aggiungono i turisti di giornata, ma anche gli emigrati che rientrano per il rituale soggiorno estivocite-ref-85[85]. Tra le maggiori attrattive di Melfi figurano: il sistema museale, i monumenti di interesse storico, religioso e artistico, l'enogastronomia e la grande varietà paesaggistica. Tra le zone naturali più rinomate ci sono il mwbncMonte Vulture, la mwbngvalle dell'Ofanto, l'oasi naturalistica ed ecologica di mwbnkMonticchio Laghi.
Escursionismo
• Il Monte Vulture è raggiungibile a piedi dalla città, percorrendo il sentiero 101, segnato a partire dal Castello di Melfi, fino in vetta, al Rifugio Monte Vulture (mwboe1283 m s.l.m.). La difficoltà escursionistica non è elevata e l'andamento altimetrico si mantiene regolare e agevole; anche il fondo calpestabile è regolare. Il sentiero ha un tempo di percorrenza di 3 ore circa. L'itinerario in buona parte è una strada forestale, in parte asfaltata, in parte a fondo naturale, e attraversa boschi di castagni prima e di conifere poi.cite-ref-86[86]
• Monte Vulture e Badia di San Michele a Monticchio Bagni (mwboc735 m) hanno per collegamento un'antica mulattiera inserita in boschi di castagno, cerro, faggio e conifere. Il sentiero, che ha difficoltà escursionistica media, misura meno di mwbog5 km e si percorre in due ore circa.
• Dalla via per Monticchio, poco dopo la Chiesa dell'Incoronata, sulla destra parte la strada per il Monte Lapis, con un fondo buono per camminatori e per ciclisti di mwboomountain-bike. La sommità di questo colle, che raggiunge quota mwbos640 m s.l.m., si raggiunge in un'ora e mezza di cammino, percorrendo mwbow2,5 km di strada rurale. Dall'alto si ha una panoramica sulla Valle dell'Ofanto e ci si trova allineati tra il Castello Aragonese di Monteverde a ovest e il Castello Normanno di Melfi a est, ben distinguibili ad occhio nudo.
• Si possono raggiungere a piedi anche le terme di Rapolla, partendo dal centro storico di Melfi. Come prima tratta si scende dal borgo medievale percorrendo la via Bagno e poi la Strada Provinciale 111 Madama Laura, in direzione nord-est, fino al Ponte Gaetaniello sul torrente Melfia. Superato il ponte, si imbocca la strada sulla destra che costeggia il torrente e corre parallela alla conformazione della collina sulla quale sorge il castello. Dopo pochi chilometri la strada da asfaltata diventa sterrata, per poi presto trasformarsi in sentiero, non segnato. La direzione è indicata dal torrente, che si costeggia sempre dallo stesso lato. Sul percorso si incontrano resti di antiche costruzioni. Si giunge alle Terme Ala in tre ore di cammino circa.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Ferrovie
La città di Melfi ha una propria stazione ferroviaria, sulla mwbp4linea Foggia-Potenza.
Nel territorio comunale di Melfi è anche situata la mwbqastazione di Monteverde, sulla mwbqeferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio,cite-ref-87[87] e vi era, inoltre, situata la mwbqystazione di Pisciolo.cite-ref-88[88]
Mobilità urbana
Il trasporto urbano, articolato in 6 linee, è gestito da mwbq0Moretti Autolinee attraverso la controllata Moretti & Tenore Autolinee s.r.l.
Amministrazione
Cronologia dei sindaci
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1946 | 1947 | Giuseppe Bellini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1947 | 1949 | Nicola Grieco | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1949 | 1950 | Antonio Ricciardi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1950 | 1951 | Italo Lamorgese | | Comm. pref. | |
| 1951 | 1956 | Ascanio Sibilla | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1956 | 1961 | Nino Carbone | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1961 | 1963 | Giuseppe Lasala | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1963 | 1964 | Italo Lamorgese | | Comm. pref. | |
| 1964 | 1966 | Nino Carbone | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1966 | 1968 | Antonio Fundone | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1968 | 1968 | Elvio Salvatore | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1968 | 1973 | Raffaello Lospinoso Severini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1973 | 1973 | Agostino Araneo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1973 | 1974 | Raffaello Lospinoso Severini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1974 | 1975 | Agostino Araneo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1975 | 1975 | Renato Catalani | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1975 | 1978 | Raffaello Lospinoso Severini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1978 | 1979 | Felice Iannuzzi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1979 | 1980 | Alfonso Salvatore | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1980 | 1981 | Elvio Pietrantuono | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1981 | 1982 | Alfonso Salvatore | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1982 | 1983 | Ferdinando Bagnale | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1983 | 1986 | Alfonso Salvatore | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1986 | 1988 | Egidio Giorgio | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1988 | 1988 | Giuseppe Brescia | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1988 | 1992 | Tommaso Bufano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1992 | 1993 | Gaetano Araneo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1993 | 1997 | Giuseppe Brescia | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 1997 | 2000 | Nicola Pagliuca | Polo per le Libertà ( FI - AN - CCD - CDU ) | Sindaco | |
| 2000 | 2001 | Giacomo Armentano | | Comm. pref. | |
| 2001 | 2006 | Alfonso Ernesto Navazio | Casa delle Libertà ( FI - AN , CCD , CDU ) | Sindaco | |
| 2006 | 2010 | Alfonso Ernesto Navazio | Casa delle Libertà ( FI - AN , CCD , CDU ) | Sindaco | |
| 2010 | 2011 | Fausto Gianni | | Comm. pref. | |
| 2011 | 2021 | Livio Valvano | ( PSI - PD –UDC- SEL – Civiche ) | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Giuseppe Maglione | ( FI - Lega – IV ) | Sindaco | |
Gemellaggi
Sport
Calcio
La principale squadra di calcio della città è lmwbr0'mwbr4mwbr8A.S. Melfi fondata nel mwbsa1929 che dal mwbse2026 militerà nel campionato di mwbsiSerie D.
L'altra squadra di calcio è lmwbsq'mwbsuA.S.D. Sport Melfi 1983 che milita in mwbsyPrima Categoria.
Basket
La società di basket locale è la Normanna Basket Melfi, che milita in mwbskDivisione 1 Campania, Girone B.
Pallavolo
Ciclismo
Melfi è stata tre volte arrivo di tappa del mwbtmGiro d'Italia: il 30 maggio 1992 con la 6ª tappa, vinta da mwbtqGuido Bontempi.cite-ref-90[90], il 26 maggio 1994 con la 5ª tappa, vinta da mwbtkEndrio Leoni.cite-ref-91[91] e l'8 maggio 2023 con la 3ª tappa, vinta da mwbt4Michael Matthews.
Impianti sportivi
Gli impianti sportivi sono:
• mwbumStadio Arturo Valerio: situato in contrada Sant'Abruzzese, inaugurato nel 1982, ha una capienza di mwbuq4 100 posti circa a sedere. L'impianto è dotato inoltre della pista d'atletica, e di aree per il salto in lungo, il salto in alto, il getto del peso e il tiro del giavellotto. È idoneo per manifestazioni in notturna.
• Palasport Michele Pastore: costruito nel 1995, si trova in via Foggia. Ha una capienza di 824 posti a sedere (circa 1 500 per i concerti) ed è centro di numerose attività sportive, tra cui pallacanestro, pallavolo, calcio a 5 e danza.
• Piscina comunale Mauro Tartaglia: in contrada Sant'Abruzzese, con una vasca da 25 metri a sei corsie.
• Circolo Tennis Melfi: in contrada Sant' Abruzzese, con un campo coperto e due scoperti, superficie sintetica di categoria 4 certificata ITF.
Note
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Voci correlate
• mwclgConcilio di Melfi I
• mwcloConcilio di Melfi II
• mwclwConcordato di Melfi
• mwcl4Contea di Puglia
• mwcmaCostituzioni di Melfi
• mwcmqFederico II di Svevia
• mwcmyGiustizierato di Basilicata
• mwcmgMonte Vulture
• mwcmoOfanto
• mwcm4Trattato di Melfi
• mwcnaTorre della Cisterna
• mwcniVulture-Melfese
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.melfi.pz.it.
• citerefsapere-itMèlfi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Melfi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwcnkCittà di Melfi, su comunemelfi.it. URL consultato il 3 gennaio 2016 (archiviato il 1º agosto 2015).
• mwcnsHubert Houben, mwcnwmwcn0Melfi, mwcn4mwcn8Enciclopedia Federiciana, Vol. II, mwcoaIstituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
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